Nel 1632 il Conte Vitaliano Borromeo iniziņ la costruzione del
monumentale palazzo barocco e della maestosa scenografia dei giardini
che diedero fama all'Isola e che ancor oggi documentano gli splendori di
un'epoca.
La dimora dei Borromeo offre ai visitatori un ambiente elegante e
sontuoso che conserva inestimabili opere d'arte: arazzi, mobili,statue,
dipinti, stucchi ma anche le curiose grotte a mosaico,luogo di frescura
e di diletto. Terminata la visita al Palazzo, si accede ai giardini per
una piacevole passeggiata. Questo singolare monumento fiorito sviluppato
a terrazze ornate e sovrapposte, č un classico e inimitabile esempio di
"giardino all'italiana" seicentesco. Fra piante esotiche e rare, la
spettacolare fioritura č progettata per offrire colori e profumi da
marzo a ottobre.
Tipico giardino all’italiana composto da ricchi specchi d’acqua
e aiuole opportunamente distribuite a formare geometrie che armonizzano
i colori delle numerose specie floreali, grazie all’intervento dell’uomo
che ha modificato la natura secondo una visione prospettica ed inserito
in essa costruzioni ornamentali. Il progetto originario dei Borromeo prevedeva
la costruzione di un giardino su dieci terrazze rette da rispettive balaustre,
adorno di statue ottocentesche e da una successione d’arcate cui si
alternano torrette poligonali, un palazzo stile barocco ed un porto.
Il
complesso avrebbe dovuto avere la forma di una nave che rappresentasse le
glorie della famiglia Borromeo. In realtà l’opera è rimasta
incompiuta e, vista da lontano, la costruzione appare come una torta su
diversi piani che ha però conservato nel corso degli anni la sua
spettacolarità L’assetto dei giardini è leggermente
mutato col tempo poichè laddove esistevano inizialmente superfici
erbose (per esigenze di verosimiglianza) sono ora cresciuti alberi rigogliosi.
I piccoli corridoi che corrono intorno al palazzo conducono ai cortili
interni quali il Cortile di Diana o il Teatro d’Ercole, adornati di molteplici
statue inserite in nicchie disposte all’ uopo.
Tra di essi spicca il giardino d’Amore, luogo dei romantici incontri
tra Napoleone e Giuseppina Bonaparte nel lontano 1797.
I giardini vengono poi ulteriormente abbelliti dalle numerose specie botaniche
che vanno dai gelsomini agli aranci ed ai melograni, nonchè dalle orchidee,
ai rododendri, alle azalee e alle camelie. Isola Bella quindi non solo
perchè prese il nome da Isabella d’Adda, moglie del conte
Carlo III Borromeo, ma anche grazie agli sfarzosi giardini disposti
sulle dieci terrazze più famose del Golfo Borromeo.
Stresa
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