Procedendo sulla strada che lascia a valle le magnifiche ville dell’alpino,
si sale per la strada privata, gravata ancora oggi di pedaggio, in vetta
al Mottarone, con i suoi 1491 metri d ’altitudine.
Sulle
origini del nome si è portati a pensare ad una contrazione
di MOTTA ROTONDA, che ben si addice alle forme arrotondate dei colli
che formano questa montagna. Un tempo questo era anche conosciuto come Mergozzolo
(che separa il Verbano dal Cusio). Dalla sua sommità lo sguardo
si perde in un giro d’orizzonte famoso che spazia dal Monte Rosa ai
rilievi della Svizzera al Monviso e più giù ai laghi del Varesotto,
fino al piano Lombardo dove in giornate particolarmente terse si veda
la Madonnina del Duomo di Milano.
Reperti archeologici, presso la vetta, sono
stati attribuiti al periodo longobardo, una lancia, un’ascia e un
morso di cavallo.
Nel 1901 sulla vetta fu costruita una grossa croce, abbattuta da
un fulmine, nel 1951 fu ricostruita e l’accensione della lampada,
via etere, fu fatta dal pontefice PIO XII.
Nel 1911 fu inaugurato il trenino
a cremagliera che saliva da Stresa, aveva una giusta andatura che dava
la possibilità di godere al massimo
degli scenari che dal suo percorso cambiavano salendo sui colli e sui
vasti pascoli del Mottarone. Smantellato nel 1963, è stato sostituito
da un mezzo sicuramente meno poetico, come la funivia, indubbiamente più veloce. Quando
i Borromeo ottennero il vergante, acquistarono dai comuni vaste estensioni
di terreno, in pratica tutto il versante orientale, in altre
parole dall’Alpino fino all’incrocio con la strada provinciale
che sale da Armeno.
Su questi immensi pascoli, il conte Carlo Borromeo fece costruire nel
1680 un oratorio per gli alpigiani, che allevavano bovini e caprini a
mezzadria per la casa Borromeo.
Nelle carte di Levo, tale oratorio, che n’ebbe
la giurisdizione spirituale, è un
po’ intricata la sua dedicazione, in ogni modo, forse per il
riferimento ad un dipinto sulla pala d’altare (anno 1682) lo consideriamo
dedicato a Santa Eurosia. La chiesetta
era meta di pellegrini provenienti dall’estero, soprattutto inglesi
che frequentavano, ospiti, le ville dell’alpino, e che trovavano negli
alpeggi vicini ristoro e conforto nella salita alla vetta del Mottarone.
Nel 1884 I Fratelli Guglielmina d’Alagna Sesia, vi costruirono un
Grande albergo Mottarone che ospitò, tra gli altri, la famiglia Reale;
nel 1943 un grandissimo incendio lo distrusse causando la morte di 4
persone.
Oratorio di Sant'Eurosia 2002/2003
Lo stesso ormai in condizioni pessime è stato in sostanza inghiottita
dall’intricato groviglio di rovi e piante.
Nel 1932 su commissione della casa ducale D’Aosta e del senatore
Agnelli fu costruita la chiesa dedicata alla "Madonna della Neve"
anch’essa sotto la giurisdizione spirituale di Levo, per i numerosi
turisti che affollavano il mottarone era certamente fuori mano il piccolo
oratorio
di S. Eurosia.
Altri alberghi furono costruiti
in luogo di quello bruciato, e i pendii furono attrezzati per gli sport invernali.
La vetta, vicino alla croce, è diventata una selva di ripetitori
e d’antenne, con buona pace di chi sale ancora per godersi uno spettacolo
unico al mondo per varietà di paesaggi.
Nel 1948 i Borromeo, aprirono
la strada privata, incrementando notevolmente l'afflusso turistico, in
qualsiasi periodo dell’anno di quest’altro
borgo del comune Stresa.
Stresa
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