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Magognino di StresaA cura di Marina Zanotto Magognino
si trova ad un’altitudine di 461 m sul livello del mare.Si arriva dall’autostrada A26 in direzione Gravellona Toce uscita di Carpugnino (permesso anche il transito ai pullman), oppure percorrendo la strada provinciale che da Stresa sale verso le colline del Vergante, dopo poco più di 4 km. Si contano circa un centinaio di residenti. Ma in vari periodi dell’anno e soprattutto in quello estivo, diviene meta di numerosi villeggianti che trovano in piccoli centri come questo le condizioni ideali per soddisfare le loro esigenze di abitanti di grandi città: contatto con la natura, tranquillità e l’atmosfera gioviale creata da persone “alla buona”. Subito dopo l’ingresso nel paese, possiamo osservare il monumento con il quale Magognino ha voluto celebrare i suoi caduti della I guerra mondiale, inaugurato nel settembre 1923. Arrivando poi nel cuore del paese ci troviamo di fronte all’oratorio di S. Grato, le cui prime notizie certe sono del 1691 e che da qualche anno è stato ristrutturato grazie alle offerte e alle opere degli stessi abitanti. Sicuramente merita una visita la chiesa parrocchiale dedicata a S. Albino. I lavori di costruzione iniziarono nel 1771, ma terminarono solo nel 1790 e le opere che l’hanno portata all’odierna bellezza si sono moltiplicate nel tempo, rendendola una delle chiese più belle del Vergante. Oggi si possono ammirare ricchi stucchi eseguiti tra il 1915 e il 1918 da Aristide Secchi da Lodi e otto affreschi, eseguiti tra il 1911 e il 1918 da Luigi Morgari da Torino.
Magognino vantava numerosi empori e trattorie, di cui si possono ancora notare le antiche insegne su alcuni edifici del paese. Oggi potete trovare un negozio di alimentari e tabacchi, un rinomato salumificio, il piccolo ufficio postale e l’asilo infantile, circondato da un parco attrezzato per i giochi dei più piccoli. Un luogo di ristoro è ancora in fase di progettazione, ma numerosi sono gli appuntamenti che uniscono la comunità e attirano i passanti. A marzo si celebra la festa del patrono, S.Albino, con la S. Messa e una ricca merenda in piazza. Nel periodo estivo, oltre alla già citata festa di S. Apollonia a luglio, l’agosto di Magognino propone diverse serate in compagnia di danze e cene con prelibatezze locali. In autunno si tiene la consueta castagnata e per la notte del 24 dicembre, da non perdere la rappresentazione del presepe vivente prima della messa di mezzanotte, al termine della quale, intorno ad un grande falò, vengono offerti panettone e vin brulè. Durante questa ed altre festività la S. Messa è arricchita dai canti del coro Motta Rossa. Nato nel 1974, il gruppo ha visto l’avvicendarsi di numerosi elementi che con concerti, cerimonie alpine e commemorazioni, hanno portato il nome di Magognino in luoghi dove era sconosciuto. Sempre partecipe fu Don Dario, parroco dal 1966 al 2001, anno della sua scomparsa. Inizialmente infatti, il gruppo si riuniva a provare nella canonica, mentre l’odierna sede è l’oratorio di S. Grato. Ogni anno, a conclusione della stagione estiva, viene organizzata una cena con prelibatezze locali, seguita da un concerto di canti popolari nella chiesa del paese, con la partecipazione di altri cori. Cenni storiciNon sono molti gli elementi noti che ci permettano di addentrarci
nel passato più remoto della storia di Magognino. Da ricordare,
senza dubbio, il ritrovamento, nella prima metà del secolo scorso,
di alcune tombe di pietra grezza. Queste lastre, prive di iscrizioni,
sono state rinvenute in una radura denominata “Campo Nuovo”,
lungo la strada vecchia per Calogna. Le tombe vennero giudicate molto
antiche dal parroco di allora e infatti, nei pressi di quei prati,
doveva sorgere un piccolo villaggio che avrebbe potuto essere di origine
celtica, romana o longobarda, presumibilmente distrutto dalle pestilenze
e dai cataclismi che hanno colpito l’Italia del nord dal XII
secolo in poi. Bisogna inoltre tener presente che, nella parte più bassa
del territorio di Magognino, passava la strada romana proveniente dall’Ossola
che percorreva la sponda occidentale del lago Maggiore (presumibilmente
si tratta della “strada del sale”). |
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