Dal borgo di Levo, su sentieri vecchi, ma riportati alla loro secolare
percorribilità dal Cai di Baveno/Stresa si arriva ai circa 800 mt
d’altitudine, nell’agglomerato di ville costruite nel secolo
scorso su terreni comunali di Gignese,Vezzo e Levo.
Queste ville di proprietà di ricche famiglie Piemontesi e Lombarde,
che popolano durante il periodo estivo e le feste invernali questo stupendo
borgo.
Alpino, il nome deriva probabilmente dall’albergo Alpino che il sacerdote
G: Ambrosiani ricavò da un suo Alpeggio. Lo stesso fu poi venduto
alla famiglia Adami di Baveno, che lo trasformò nell’importante
Grand Hotel Alpino, dove nei suoi registri figurarono visitatori e frequentatori,
personaggi illustri e teste coronate.
Oltre alla superba vista, la zona offriva ospitalità e conforto nei
vari alpeggi disseminati lungo il percorso, a turisti ed escursionisti
specialmente inglesi, che salivano al Mottarone.
Nel territorio del comune di Gignese Il Dott. Ottavio Rognoni, di Milano,
ne scelse uno per impiantarvi l’Alpe: Istituto Pediatrico per la cura
e convalescenza di ragazzi anemici.
Su questo colle chiamato alpino la presenza di celebrati artisti della
scuola Milanese come:
Filippo Carcano, Uberto Dall’Orto, Eugenio Gignous, Eluterio Pagliano,
Leonardo Bazzaro, Mosè Bianchi, Guido Baggiani, Paolo Sala, Pompeo
Mariani, Achille Formis e altri, fecero, conoscere e apprezzare questo
luogo, con le loro opere. Il
pittore Mosè Bianchi annotò questo pensiero “ Qui
i soggetti, i quadri si vedono a piè sospinto, e c'è di troppo”.
A quest’annotazione Filippo Carcano aggiungeva “ Il vero dev’ essere
il mezzo per esprimere un’altra verità: la verità dell’anima,
quella che reale all’opera d’arte”.
Ai pittori fecero seguito musicista, come Ildebrando Pizzetti, e Toscanini
portò, all’Alpino un suo allievo Guido Cantelli, Giovanni Anfossi,
ospitò nella sua stupenda villa l’allievo Arturo Benedetti
Michelangeli. La villa Anfossi conserva un’epigrafe latina Del Dott.
Achille Ratti spesso ospite di Casa Anfossi, guardando ammirato l’ampio
panorama commentava: ” Qui tutto è musica, ed il compito del
maestro è quello di tradurre in note la voce superba della natura”.
Ora il Grand Hotel Alpino è stato trasformato in degli appartamenti
residenziali, numerose sono state le variazioni e i proprietari di ville
importanti, come Villa la Quiete dell’editore Mazzocchi, prima di
proprietà della duchessa Eugenia Litta Bolognini, meglio conosciuta
per essere stata l’amante di re Umberto 1°, il trenino che saliva
da Stresa passando dai borghi di Binda Vedasco, La Parusciola Gignese
Alpino e in fine Mottarone, ora questi luoghi sono stati trasformati, ma
il paesaggio
e la poesia che questi luoghi trasmettono sono sempre vivi ad attuali
anche ai nostri giorni.
Nel 1934 fu realizzato Il Giardino Alpinia ricco di piante officinali
alpine e con una frequentata sorgente, come se non bastasse da questo
eccezionale punto lo sguardo si perde all’orizzonte dove si fonde
lago, monti e cielo.
Stresa
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